9. Conti pubblici (da “Perché non sappiamo prendere i fondi europei”)

Raramente si sente discutere di bilanci pubblici a livello di consuntivo, come per esempio per i bilanci delle imprese (la società x ha aumentato il fatturato, ha diminuito gli utili, etc.). Quello che appassiona il dibattito pubblico sono i bilanci pubblici preventivi (Legge di Stabilità) Continua a leggere “9. Conti pubblici (da “Perché non sappiamo prendere i fondi europei”)”

10. Risconti pubblici (da “Perché non sappiamo prendere i fondi europei”)

Non è semplice spiegare le mostruosità prodotte dal sistema di contabilità pubblica. Un esempio può aiutare, anche se rimane inevitabile qualche tecnicismo (chi vuole può saltare questo paragrafo). Continua a leggere “10. Risconti pubblici (da “Perché non sappiamo prendere i fondi europei”)”

11. Controlli (da “Perché non sappiamo prendere i fondi europei”)

Una altra caratteristica dei Fondi Strutturali è sono obbligatori dei controlli sulle spese realizzate svolti da degli uffici indipendenti rispetto quelli che spendono, e che a loro volta sono controllati da Bruxelles, le cd. “Autorità di Audit”. Che ci sia un controllore indipendente da chi gestisce sembra non creare disagio negli altri paesi europei, Continua a leggere “11. Controlli (da “Perché non sappiamo prendere i fondi europei”)”

12. Concorrenza (da “Perché non sappiamo prendere i fondi europei”)

L’oggetto principale dei controlli previsti per la spesa dei Fondi Europei riguarda il rispetto delle regole di origine comunitaria, in materia di concorrenza. Continua a leggere “12. Concorrenza (da “Perché non sappiamo prendere i fondi europei”)”

13. Conclusioni (da “Perché non sappiamo prendere i fondi europei”)

Si sente spesso dire che “non sappiamo spendere i Fondi europei”. In verità il bilancio europeo prevede di rimborsare spese già sostenute dagli Stati, Continua a leggere “13. Conclusioni (da “Perché non sappiamo prendere i fondi europei”)”

Contabilizzazione degli strumenti finanziari: approfittare della flessibilità comunitaria già esistente per rilanciare gli investimenti

Il trattamento contabile nei conti pubblici delle attività finanziarie non risulta un argomento approfondito, almeno in Italia. D’altra parte tutti gli Stati dell’Unione Europea hanno più debiti che attività finanziarie e queste ultime sono di entità relativamente trascurabile. Solo chi si occupa di Fondi Strutturali e di Investimento Europei (“SIE”), probabilmente, ha affrontato questo argomento

I nuovi aiuti di Stato 2014-2020: tra “incentive to invest” e tutela della concorrenza, un Europa un po’ più americana?

FASI.biz, luglio 2014

Le Istituzioni europee sono nate per sviluppare un mercato interno comune in un’epoca dove l’economia era molto meno globalizzata dell’attuale. Non c’è quindi da meravigliarsi che le istituzioni, le persone che le costituiscono e la cultura che esprimono, si siano evolute in una sorta di “corpo di polizia” impegnata soprattutto nel verificare che gli Stati membri non favoriscano le proprie imprese a discapito delle altre.

La debole crescita dell’Europa e competitor internazionali molto più pragmatici nell’applicare i paradigmi  liberisti (BRICS ma anche gli U.S.A. che quando si è trattato di salvare il settore finanziario e automobilistico se né sono infischiati del loro iperliberismo), richiedono una revisione della missione delle Istituzioni Europee Continua a leggere “I nuovi aiuti di Stato 2014-2020: tra “incentive to invest” e tutela della concorrenza, un Europa un po’ più americana?”

Strumenti Finanziari – Lezione Scuola Superiore Pubblica Amministrazione

Focus – Ingegneria Finanziaria – Scuola Superiore Pubblica Amministrazione

SLIDE

Traccia lezione

Lezione

Strumenti finanziari 2014 2020

L’innovazione nelle imprese: finanziamenti “strutturali” e “competitivi”

Presentazione conferenza APRE

La spesa R&S è correlata allo sviluppo economico tanto più si ragiona in termini di area vasta e di lungo termine, come è giusto facciano le Istituzioni europee e, in una posizione intermedia, le Istituzioni nazionali.
Le autorità regionali, secondo il principio della sussidiarietà verticale, sono ovviamente più interessate all’innovazione le cui ricadute economiche concrete sono più immediate e concentrate territorialmente.